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Bags and Suitcases

Al Salone del Mobile i lussuosi bauli di Au Départ con Dimorestudio

Cinque bauli d’epoca, scelti da Dimorestudio nell’archivio di Au Dèpart, vengono messi in dialogo col nostro tempo e con i nostri stili di vita per un rilancio in grande stile della Maison francese

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Al Salone del Mobile di Milano partito ieri è possibile assistere al nuovo debutto mondiale di Au Départ, lo storico e lussuoso produttore di bauli da viaggio che aveva chiuso la sua attività nel 1976. Un rilancio in collaborazione con Dimorestudio.

Il marchio Au Départ è stato fondato nel 1834: un’epoca di viaggiatori leggendari, di grandi esplorazioni e, al contempo, di grandissimo sviluppo ferroviario. In origine Au Départ è un produttore di valigerie e di articoli da viaggio: il nome viene scelto per la collocazione del primo negozio davanti alla Gare du Nord di Parigi, che era stata inaugurata appena un anno prima. Lì viene proposta al pubblico una nuova idea di lusso, fatta di ricercatezza, di eleganza, ma anche di modernità e tecnologia. E di un lieve spirito ludico: facendo dell’ “ordine speciale” un nuovo standard, Au Départ confeziona bauli per ogni tipo di richiesta, anche le più stravaganti. Sempre con un’impeccabile qualità formale.

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Nel 1871 l’azienda viene rilevata dai fratelli Ernest e Paul Bertin, che appena tre anni dopo, nel 1874, aprono un secondo punto vendita in avenue de l’Opéra, il luogo che sta diventando l’epicentro della Parigi elegante, con caffè, grandi magazzini destinati a diventare leggenda. E al centro di tutto l’edificio monumentale dell’Opéra Garnier, che verrà inaugurato trionfalmente l’anno successivo.

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Grazie a una serie di invenzioni e di brevetti (per la costruzione di bauli, per la perfetta impermeabilizzazione delle pelli) gli affari vanno sempre meglio. L’apice del successo arriva negli anni Venti del 20esimo secolo, in cui Au Départ è sinonimo di stile e di lusso, con pubblicità realizzate dall’artista Yan Bernard Dyl. Un’immagine che ancora oggi colpisce per la sua modernità: il logo attuale della Maison è ispirato proprio a quello disegnato da Dyl.

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L’azienda è stata chiusa nel 1976: questo nuovo debutto è il suo rilancio mondiale. Il coinvolgimento di Dimorestudio con Au Départ è il primo capitolo di una collaborazione articolata su più fronti: la realizzazione dell’atelier dell’azienda e del nuovo showroom/boutique, entrambi a Parigi.

Dimorestudio for Au Départ

In un’architettura razionalista dimenticata, gioiello da riscoprire nel cuore del Salone del Mobile, un’installazione-evento progettata da Dimorestudio celebra Au Départ, iconico malletier francese fondato a Parigi nel 1834.

Cinque bauli d’epoca, scelti da Dimorestudio nell’archivio della Maison, vengono messi in dialogo col nostro tempo e con i nostri stili di vita. Oggetti ricchi di fascino, che raccontano storie di stile ed eleganza, diventano il punto di partenza per una serie di esplorazioni concettuali totalmente legate alla contemporaneità e alla tecnologia. In un allestimento radicale, acromatico, giocato sul contrasto tra bianco, nero e cemento grezzo.

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Non un’operazione nostalgica ma un esperimento di grande forza creativa, com’è nello stile di Emiliano Salci e Britt Moran, i fondatori di Dimorestudio: recepire elementi dal passato e tradurli in un linguaggio nuovo, dove i piani di lettura si moltiplicano e si intrecciano in un gioco di rimandi colto e sorprendente.

L’allestimento è su tre livelli: al primo è l’accesso all’edificio, dove il visitatore trova una parete di valigie e bauli, tutti pezzi d’epoca. Al primo piano, cinque postazioni video immerse in un ambiente totalmente nero: immagini in rapida successione che lanciano una miriade di indizi visivi, come misteriosi messaggi subliminali.

Il nucleo del progetto si raggiunge al piano superiore, dove su cinque plinti sono esposti altrettanti bauli antichi, originali, diversi tra loro. E tutti trasformati dall’intervento di Dimorestudio in qualcosa di altro: contenitori di luci, di immagini, di suoni, di idee. Oggetti profondamente legati a un modo di vivere contemporaneo, in cui la mobilità è un dato di fatto.

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